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CANTI DELL’UMBRIA

CANTI DELL’UMBRIA

La musica tradizionale popolare dell’Umbria vanta una varietà stilistica impareggiabile e, per questo, nei decenni passati ha attratto etnomusicologi e antropologi da ogni parte del mondo, partendo da Alan Lomax fino ad arrivare a grandi teorici contemporanei di storia orale, come Sandro Portelli. La sistematica ricerca sul campo in Umbria, partita negli anni Settanta e mai interrotta, continua ancora oggi a dare i suoi frutti. Attraverso le testimonianze dirette rese dagli informatori – come i cantori Trento Pitotti, Dante Bartolini, Francesca Albanese, Villalba e Adelia Grimani – si è ricostruito un universo sonoro affascinante e rappresentativo di una società non solo agricola ma anche industriale, quella civiltà urbana in cui i contadini trapiantarono la loro tradizione musicale. Dai campi alle acciaierie, si potrebbe dire, o dalla Valnerina rurale alla Terni industriale: in ogni caso, la musica tradizionale dell’Umbria è musica di impegno sociale e civile, è musica di lavoro, oltre che di passione. È dai canti di protesta che emerge quanto si debba agli uomini e alle donne di quelle fabbriche, come fu per le mondine della piana delle grandi risaie, per la conquista di molti dei diritti dei lavoratori di oggi. Il lavoro è al centro di tutto; attorno ad esso ruotano le passioni degli uomini e delle donne dell’Umbria che, cantando, ci hanno rappresentato il loro e il nostro legame con i tempi antichi ma anche con la realtà di oggi, attraverso le innumerevoli forme musicali di un territorio generoso. I discanti di chiara matrice medievale, i canti di lavoro, gli stornelli, i canti epico-lirico-narrativi, le canzoni di protesta e quelle politiche, i canti rituali e quelli del maggio; tutto concorre alla descrizione di una terra che non smette di riportarci fondamentali tratti di storia italiana che non compaiono nelle cronache, nonché di rammentarci che è necessario qui ed ora riformare una società civile.

Lo spettacolo “Canti dell’Umbria” è un tributo al fondamentale di Lucilla Galeazzi e Susanna Buffa al lavoro dei grandi ricercatori Valentino Paparelli e Sandro Portelli, che hanno dedicato una parte importante della loro vita alla ricerca musicale sul campo in Umbria e nel centro Italia. I percorsi si intrecciano, incrociando le vie dei campi con quelle della città industrializzata – Terni; accostando la passione dei discanti e degli stornelli alla rabbia degli sfruttati e alla lotta per i diritti, che emergono dai canti politici e di protesta. Ai riti pagani del maggio si oppongono le passioni e le pasquelle della ritualità paraliturgica; all’autenticità dei messaggi contenuti nei testi si coniuga la pregevole evoluzione di forme musicali polifoniche e monodiche dalle radici antiche.

Lucilla Galeazzi canto e chitarra classica
Susanna Buffa, canto

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