FolkTrip

SOLAVOCE

Susanna Buffa

Lavorare con dei limiti è la sfida, così i suoni provengono da qualsiasi strumento trovato per caso: una percussione improvvisata, una marimba, raramente una chitarra o una Dulcetina, un piccolo harmonium indiano. Il resto è lasciato alla voce nuda.

Tutto è iniziato con un sogno; un sogno in cui la città di Amatrice era riportata al suo grado zero dopo il terremoto. Nel sogno non c’era che una grande spianata di terra, libera da macerie: tutto era pronto per essere ricostruito. Non più sassi e pietre, materassi penzolanti da balconi squarciati, vestiti stracciati, non più paesaggi apocalittici, non più desolazione e distruzione ma solo una grande distesa di terra. Dopo quel sogno, è nata in Susanna Buffa l’urgenza di riparire dal grado zero anche nella musica, di riportare tutto a quel momento in cui esisteva solo la voce umana, in cui il suono prodotto attraverso il corpo era l’unico mezzo per comunicare e informare, per trasmettere emozioni e suscitare reazioni.
Chiedendosi che effetto potesse fare ascoltare una voce nuda in un mondo sovraccarico di suoni e stimoli, Susanna Buffa ha immaginato un percorso in cui la voce fosse privata dell’appoggio e della sicurezza degli strumenti musicali tradizionali, in cui fosse riportata indietro nel tempo, ad un’altra civiltà, ad una purezza dimenticata, talvolta con l’ausilio di oggetti o strumenti incontrati casualmente.
Con la sua voce – una voce semplice, comune, di una persona comune – cerca di trasmettere un messaggio semplice e diretto che racconta storie e risveglia emozioni.

Susanna Buffa: voce, Dulcetina, marimba, percussioni, chitarra

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